Referendum – Risultato

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Referendum – Risultato

di Giorgio Panattoni

Simone Martini (1284-1344) – Affresco in San Francesco d’Assisi – Dettaglio – 1322/1326

Il risultato è stato quello atteso, anche se di proporzioni maggiori.

Perché non si è trattato di una consultazione sulla modifica costituzionale proposta, ma un plebiscito a favore o contro il governo.

E nelle attuali condizioni del paese non vi erano dubbi che prevalessero gli scontenti.

Del resto avendo contro tutti i partiti non di governo, i sindacati, molti giovani, contro per definizione, persino l’ANPI e una parte dello stesso PD, il risultato pareva scontato.

Fanno fede tutti i commenti del dopo voto. Nessuno ha parlato di costituzione, ma tutti, senza esclusioni, della soddisfazione di aver abbattuto un governo scomodo, di aver finalmente mandato a casa Renzi, di potere ora liberamente e da una posizione di forza denunciare i torti e le malefatte del governo ed esternare le ricette virtuose di cosa fare per ridurre i danni provocati e per rimettere le cose a posto.

Una cosa però mi ha fatto impressione: la violenza verbale e di contenuto, lo scontro su tutto, la totale chiusura a qualunque considerazione di merito men che di parte. Insomma, una fotografia di tipo Trumpiano, con le solite contraddizioni di un insieme di forze che non è d’accordo su temi fondamentali, quali l’uscita dall’Europa, la rivendicazione di una sovranità nazionale vista come bene supremo, le relazioni internazionali, etc.

E questo preoccupa non poco.

Da ultimo un piccolo esempio di come si può essere soddisfatti di un risultato negativo.

La sinistra del PD può finalmente gioire, e lo ha fatto, per aver mandato a casa il proprio governo, per aver finalmente sconfitto chi voleva cambiare, per aver preso la rivincita dentro il partito.

Con la scusa della costituzione, una scusa qualunque ovviamente, quella che passava per strada.

E la cosa più curiosa è che chi oggi gioisce per una sconfitta afferma che finalmente si può ricominciare, magari, come è molto probabile, dalla prossima posizione di opposizione, così pesantemente conquistata.

E questo non solo pare bastare, ma rende contenti di aver vinto.


0 risposte a “Referendum – Risultato”

  1. Volevo solo dire che questo referendum è stato un evento complesso e non è possibile, secondo me, interpretarne i risultati con una chiave sola.

    Ad esempio io ho votato no ma non sono “contento” e non ritengo di aver vinto nulla. Ho votato “no” perchè era un referendum sulla Costituzione; toccata, sempre secondo me, male nel metodo e nel merito; non ho votato contro il Governo.

    In sincerità Renzi non mi ispira fiducia e questo fin da quando ha vinto le primarie: troppo chiaccherone e pieno di se. Nella vita lavorativa le poche persone veramente capaci che ho incontrato erano all’opposto; mentre purtroppo, specie negli ultimi tempi, chiaccheroni e fanfaroni abbondavano.

    Se avessi dovuto votare per il Governo avrei votato per questo Governo; certo lo avrei fatto con il naso tappato; ma lo avrei votato per mancanza di alternative. Cosa che i fatti confermano.

    Sulla veemenza verbale dello scontro, sempre secondo me, Renzi ne è il primo colpevole. Insieme a Berlusconi li considero persone che a “parole” fanno gli ottimisti e spronano il paese, ma nei fatti fanno ben poco e tendono invece a dividere. Credo che il paese non sia mai stato così rissoso come oggi: praticamente su tutto. E questo è il vero problema.
    Se mai troveremo un Leader adatto questo dovrà unire realizzando una reale maggiore giustizia sociale. Senza una maggiore unità dubito che questo Paese potrà superare le sue difficoltà.
    Antonino

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