Successone!
di Davide Torrielli

Tommervik art paintings – Mafia gangster
… a ruota libera
Ros, Gico, e chi più ne ha ne metta: erano più di cento per prendere Matteo Messina Denaro, il capo dei capi, il boss dei boss, l’imprendibile.
Se ci andavo io insieme a Federico facevamo lo stesso.
Elicotteri, auto blindate.
C’era da prendere il Geometra Andrea Bonocore, alias Matteo Messina Denaro, che noi cercavamo nella steppa russa, nella pampa argentina, nel deserto del Gobi e dentro la muraglia cinese.
Io me lo immaginavo a torso nudo, con mitra in mano a cavallo di un puledro scalpitante, coltello in bocca mentre dà ordini ai suoi di attaccare!
Lui invece, se ne stava sereno e tranquillo a 5 km dal suo paese natio, andava a fare la spesa al Crai, in pizzeria da Totò, a mangiare il pesce da Gennariello. Guarda che strano, per poi tornare a casetta sua a farsi tenere compagnia da bionde badanti supergnocche a cui raccontava la storia della mafia italiana.
Nessuno lo sapeva, nessuno lo conosceva, nessuno sapeva chi era e che cosa faceva. I nu sacciu nenti.
Parliamo di successo? Il nostro presidente del consiglio che salta su un Falcon della nostra aeronautica militare per andare ad omaggiare la stele di Falcone.
30 anni di latitanza e vogliamo parlare di successo? Abbiamo acchiappato un vecchietto che al di là della sua età anagrafica, si presenta proprio come un vecchietto, pieno di metastasi di cancro, che fatica a muoversi per quanto è messo male e grassottello, che non spaventa neanche mia nonna. Successo si, sarebbe stato, se lo stato lo avesse preso 29 anni fa non ora, preso ora a che serve? Lo dobbiamo curare, fargli le chemio in cella e questo sarebbe un successo? Non sarebbe stato meglio dargli una pacca sulle spalle, mettergli il braccialetto elettronico e dopo avergli tolto i soldi, lasciarlo in spiaggia a guardare il mare?
Al carcere si è presentato pure senza soldi tant’è che hanno pure dovuto dargliene un po’ per le sigarette!
No, l’abbiamo lasciato trent’anni in giro, come abbiamo lasciato 40 anni Provenzano, altrettanti Totò Riina ed altri e parliamo di successo.
Prendere un nonnetto rimbambito, malato e pieno di viagra, dovrebbe rappresentare la forza dello stato, l’acme della lotta alla mafia, la tutela del cittadino?
L’abbiamo accerchiato in ospedale, da solo e mentre si faceva una visita, forse una delle ultime che farà.
Fatemi il piacere, lasciamo stare. In un paese come quello, specialmente perché siamo in Sicilia, tutti sapevano chi fosse esattamente, dal sindaco al fornaio, dalla mignotta al prete, tutti. Come sempre capita, quando una cosa non serve più, la si getta e questo è capitato proprio a MMD, che una cosa buona l’ha detta quando è arrivato al carcere dell’Aquila: “francamente non so cosa è successo …. Ero incensurato fino a ieri ed ora? Bah …”
Un anziano signore coppolato del posto, intervistato, ebbe più o meno a dire, … cu Matteo ci abbiamo campato tutti accà in paese ….
Attendiamo ora che parli, ovvero di sapere quello che non ci serve sapere, mentre quello che serve, rimarrà in Sicilia, di padre in figlio.
Un successone, un vero successone.
Ora mi aspetto che i Ros arrestino magari Hitler a 100 anni in carrozzella nel centro di Berlino mentre beve una birretta.
Le azioni utili, quelle di tutela vera, vanno eseguite nel tempo giusto, non dopo trenta anni e qui occorre partire da zero come ripeto sempre, dalla cultura, dai giovani e dalla civiltà. Altro che Campobello di Mazzara!
Te curas

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caro Davide,il tuo racconto crudo e ironico fotografa la realtà senza alcun dubbio. l’ambiente in cui il boss ha vissuto e che lo ha protetto nel senso che lo ha ignorato come ignora tanta altra gente ricercata e meno famosa del boss al di là di aspetti culturali evidenti, ci sono tuttavia aspetti sociali trascurati, il fatto che il nostro Stato da sempre non ha preso sul serio la lotta alla mafia e si accontenta di arrestare di tanto in tanto alcune decine di manovali della organizzazione. e poi come diceva una autorevole fonte la mafia senza la complicità della politica e senza la connivenza con le strutture statali centrali e periferiche non esiste.comunque il tuo dire è la maniera giusta per trsttare un argomento brutto e doloroso un caro saluto
Caro Davide, altra cosa stranuccia, diciamo: a Palemo, conun clima quasi primaverile, il nosgro si è presentato con una abbiagliamento invernale, quasi dovesse fare da lì una giata ad Aquila dove, come si sa, fa freddino. Un caro saluto.
La fretta fa il Re-Fuso. Scusate.
Bravo Davide. Quando capitano cose come questa, mi vergogno del mio Paese. Ma con circa un terzo di parlamentari eletti con il voto delle organizzazioni mafiose, sarà difficile liberercene definitivamente. Chissà se andrà meglio il giorno che si arriverà sul serio ad una vera integrazione politica europea. Io continuo a sperarci.