Riforma sanitaria in Lombardia

1–2 minuti

Riforma sanitaria in Lombardia

di Remo Arduini

 

Il problema della sostenibilità della spesa pubblica sanitaria non riguarda solo il nostro paese, ma nel nostro paese è particolarmente acuto. Ciò per una duplice ragione: a) non riusciamo a diminuire il forte disavanzo che abbiamo da molti anni; b) la crescita della vita media comporta un progressivo aumento delle malattie croniche, che sono tra le prime cause, a livello mondiale, di mortalità ed invalidità.

A differenza delle malattie acute, quelle croniche hanno una lunga latenza, un esordio graduale e una lenta evoluzione verso un progressivo aggravamento.
Per quanto riguarda la Lombardia, le persone affette da malattie croniche rappresentano circa 3,5 milioni, pari al 30% della popolazione ed il 70% della spesa sanitaria totale.
La Lombardia è una delle poche regioni che si è fatta carico della cronicità. Infatti, la l. r. 23/2015 ha promosso un riordino dell’organizzazione lombarda affrontando
anche il problema della cronicità nei suoi molteplici aspetti, si è passati ” dalla cura al prendersi cura “, ripetendo uno slogan abusato.
La nuova legge si pone l’obiettivo di integrare l’ospedale con il territorio: finalità sacrosanta! Purtroppo a seguito di questo fondamentale obiettivo, finora concretamente non è accaduto nulla.

Ad oggi, questa indispensabile integrazione non ha avuto luogo.

Siamo all’anno 0, cioè all’agosto 2015, quando la legge è stata approvata.
Occorre promuovere una svolta sia dal punto di vista dell’iniziativa politica sia dal punto di vista dell’azione manageriale.

La Regione e i vertici aziendali devono darsi una scossa. Il rischio che si sta correndo è che la tanto sbandierata supremazia della sanità lombarda faccia un passo indietro.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *