Poesie inedite: la maschera del volto

1–2 minuti

Poesie inedite: la maschera del volto

di Iman Zahra Favretto

René Magritte (Lessines, 1898 – Bruxelles, 1967) – Doppio Segreto (1927)

LA MASCHERA DEL VOLTO

Sfugge alla mia comprensione

Sul volto i sentimenti,

Nell’anima i rimpianti

Sfugge questa realtà

Sfugge ai miei occhi

Un susseguirsi di verità contrastanti

Cos’è il vero?

Nel camminare sulle lande

Desolate di quel deserto

Mi accorsi della finzione

Dei nostri sentimenti

Cos’è il falso?

La verità non è nel nostro inconscio

Conosciamo la verità?

O conosciamo la conoscenza?

Sfugge alla mia comprensione

Siamo alla ricerca di risposte,

Nelle lande desolate

Ne trovai molte

Non pronunciabili a voi

La ricerca di sé stessi

E’ un’arte dimenticata

Un’arte passata

Noi siamo maschere ormai

Mascheriamo noi stessi

Le nostre anime

Chi siamo veramente?

Perché mascheriamo ciò che veramente siamo?

Maschere sui volti

Corpi nascosti

Anime celate anche a noi stessi

Non comprendo queste bugie

Perché mentire a se stessi?

Queste maschere diventano realtà

Queste maschere sono finte verità


0 risposte a “Poesie inedite: la maschera del volto”

  1. C’è una canzone di Gaber, credo intitolata “Tutto è falso, il tutto è falso”. Parto da questa dichiarazione di Gaber che parla della difficoltà umana di cercare e trovare la verità. La tua poesia è il tuo tentativo di superare o risolvere la complessità della domanda sulla “verità” esterna ed interna. Quella che tu esprimi con la domanda “Chi siamo veramente”. Lasciami una rappresentazione “scientifica” per rispondere al tuo quesito “umanistico”: piuttosto che farci una domanda così impegnativa, con nessuna e tante risposte, mi chiederei “Che cosa possiamo capire del mondo esterno a noi?” Qui la scienza ha dato una risposta interlocutoria ma adottabile e in una certa misura rasserenante: non possiamo, nè potremo rappresentare compiutamente e integralmente il mondo esterno a noi (tra l’altro c’è anche uno scienziato, Godel, che ne dà una dimostrazione formale e matematica), ma possiamo avvicinarci attraverso “modelli” che rappresentino la “realtà” e che siao espressione della nostra cultura contemporanea. La modellazione deve includere anche la possibilità di “falsificazione” come spiega Karl Popper.
    La tua domanda è un po’ come chiederci “Dio esiste?” o che cosa c’era prima del big bang? Non ci sono risposte ma atti di pensiero “fuori degli schemi”. Ad esempio: il tempo esiste? No, è una convenzione degli umani, l’Universo, per ora, non ce lo chiede !

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