Immuni, … dal buon senso …

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Immuni, … dal buon senso …

di Davide Torrielli

Lynne Taetzsch (Ithaca, NY, USA) – Tracking Hope

Per i non avvezzi ai sistemi di tracciamento, esiste un’applicazione, messa a punto dai consulenti informatici e non solo, del nostro governo, che ha preso il nome di “Immuni”.

Facendo un passettino indietro nella storia e metodologia di approccio del problema del Covid19, occorre evidenziare come, sino alla messa a punto, industrializzazione, produzione e distribuzione di un efficace quanto difficile vaccino, l’unico metodo valido di prevenzione verso il contagio virale, sia mettere in campo tutti i possibili accorgimenti al fine di prevenire il contagio stesso che, abbiamo detto alla nausea, avviene per contatto diretto di secrezioni, prevalentemente aeree con liquidi corporali infetti, prevalentemente per inalazione.

Certamente le mascherine sono un ottimo strumento non tanto per non essere contagiati, ma per non emettere il droplet, ovvero la nuvoletta di secreto che si sparge nella zona antistante a noi quando tossiamo, starnutiamo o semplicemente parliamo.

L’uso dei guanti è stato ormai declassato a semplici manie senza una reale utilità vera a vantaggio di una igiene curata delle mani stesse.

A queste ormai banali indicazioni preventive, si aggiunge poi uno strumento indispensabile che si incardina sul sapere chi è stato contagiato, ed è stato classificato come portatore del virus, con o senza sintomi poco importa: se si sa chi è, lo si evita e pare banalissimo ricordarlo; infatti, il tracking del contagio, in molti paesi del mondo, ha rappresentato un validissimo ausilio per il contenimento della diffusione del contagio e si è sviluppato attraverso quello che ormai è stato classificato come una parte degli esseri umani in tutto e per tutto, il telefonino, mitico ed indispensabile strumento che tutti noi utilizziamo a piene mani.

Il tracciamento, quindi, nel mondo si è svolto con diverse metodologie a seconda della sensibilità degli stati nei confronti del ridicolo concetto della privacy, aspetto verso il quale ancora qualcuno ripone le proprie speranze di indipendenza del pensiero e della democrazia digitale, scomparsa a mio avviso, ormai da anni.

L’installare sui cellulari quindi una applicazione, che consenta in diverso modo, di poter da una parte segnalare la propria presenza, al contagiato, mentre di essere informati sul pericolo di vicinanza, ai soggetti sani. Questo concetto si è sviluppato in molti casi attraverso la localizzazione GPS, sistema più facile e preciso, che però è stato molto criticato dai fautori utopistici della propria indipendenza in quanto timorosi di far sapere allo stato dove ci si trovi, pensa un po’…. Mentre i paladini della privacy ad ogni costo denigrano la localizzazione con questa metodologia, magari, hanno autorizzato certamente Google, Facebook, instagram, whatsapp, Just Eat, Deliveroo, Mc Donald, Road House, Old Wild West, Poste, Banca Sella, Unicredit, Meteo, piuttosto che altri di tutte le nature del mondo, a fare dei nostri dati tutto quello che vogliono, posizione inclusa, ovviamente.

Ridicolo, non si può definire diversamente l’atteggiamento di alcuni cittadini che regalano a tutti, se stessi, ma non consentono al nostro governo di poter segnalare la presenza di un pericolo vicino, quale possa essere un soggetto trovato positivo al tampone.

Da notare inoltre, cosa che rende ancor più indifendibili i detrattori della nostra app “immuni”, che la stessa è stata progettata proprio a difesa di questa fascia di persone, sulla base di un tracciamento che NON utilizza la localizzazione via GPS come dovrebbe invece essere senza discussioni, ma tramite il bluetooth, indicando nella zona di prossimità, la presenza di tali soggetti potenzialmente pericolosi. Dati criptati, riservati e non disponibili ai privati in forma aperta.

Detto tutto questo, che dire? Esiste ancora una fascia della popolazione che si ostina a non volerla installare, mentre prosegue sereno a pompare la sua vita sui social senza accorgersene, regalando tutto con il sorriso.

Ecco perché non andremo mai da nessuna parte!

Facciamola finita, attiviamo questo benedetto bluetooth e scarichiamo l’applicazione Immuni oggi stesso, nella piena consapevolezza che opporsi non fa figo ma denota tanta ignoranza, non è un comportamento consapevole ed intelligente e non tutela la privacy già omaggiata a tutti a piene mani in precedenza, consapevolmente o inconsapevolmente.

Forza cittadini.

Te scarica.


0 risposte a “Immuni, … dal buon senso …”

  1. Carissimo Davide,
    questa volta, sul tema dell’app “immuni”, mi trovo in disaccordo con te, provo a spiegare perchè.
    Un sistema di tracciamento del tipo “immuni” può avere due finalità : prevenzione o ricostruzione.
    PREVENZIONE – L’app ti segnala se sei in prossimità di un “untore” (uso questo termine per discriminare dal “positivo senza sintomi”, “positivo con pochi sintomi” e “positivo con tanti sintomi”, e utilizzare invece un termine che definisce semplicemente il “soggetto che infetta”) e quindi allertandoti del pericolo ti consente di evitarlo allontanandoti. Perché questa finalità sia ottenibile è necessario che qualcuno provveda ad attribuire l’etichetta di “pericolosità infettiva” ai soggetti che lo sono. Come si può fare? Se faccio il mitico “tampone” e risulto positivo sono automaticamente iscritto alla categoria degli “untori”? E se sì, fino a quando? Ma se risulto positivo non vengo automaticamente “tolto dalla circolazione” con la quarantena obbligatoria e “ovviamente” costantemente monitorata dalle ASL che procederanno all’assunzione di un esercito di “ausiliari della sanità pubblica”?
    RICOSTRUZIONE – Qualora un soggetto che ha scaricato sul proprio smartphone l’app dovesse sottoporsi al mitico tampone e risultare positivo, allora qualcuno (chi?) dovrebbe essere in grado di risalire ai miei spostamenti nei giorni precedenti (2, 5 ,8 ,12 o 15 ?) individuare con chi sono venuto in contatto (se non siamo tracciati, l’app come fa a saperlo?), comunicare loro il rischio che hanno corso o che stanno correndo e procedere a posteriori alla ricostruzione dello sviluppo del contagio.
    Come vedi più che di opinioni mi dibatto in dubbi, perplessità e probabilmente ignoranza; allo stato i miei ragionamenti mi portano a propendere per “non scaricare” una cosa che al momento mi appare inutile, tuttavia sono sempre pronto a cambiare il mio orientamento se mi indicherai dove sbaglio, grazie.

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