Il capitalismo non può più essere come prima

1–2 minuti

Il capitalismo non può più essere come prima

di Gianni Di Quattro

Holly Wood (Santa Fe, New Mexico, USA) – Just keep shopping

Pasolini lo aveva previsto, aveva capito cosa stava succedendo.

Quando cominciarono a diffondersi i supermercati capì che ormai il consumismo era inarrestabile, i supermercati appunto erano un simbolo, e che avrebbe corrotto il capitalismo; capì in altri termini che il consumismo sarebbe diventato la faccia volgare e feroce del capitalismo, lo avrebbe cambiato, trasformato in una bomba sociale.

Avrebbe cancellato studi economici di pregio, tendenze accademiche, forme politiche liberali ormai avviate alla scomparsa. E Pasolini lo scriveva sul Corriere della Sera nelle sue lettere corsare.

Forse pensava a tempi più accelerati, ma aveva chiaro quello che sarebbe successo.

La verità è che il ritardo è dovuto ai mezzi di comunicazione ancora poco sviluppati e ai principali governanti ancorati alla conservazione.

Negli ultimi decenni due fenomeni hanno aperto la strada alla previsione pasoliniana: la tecnologia soprattutto con la diffusione e sviluppo dei sistemi di comunicazione, la nascita di imprese globali con il conseguente ampliamento della dimensione dei mercati e delle possibilità di ritorno degli investimenti e poi la fatidica decisione degli economisti di Reagan.

La decisione che rovesciava il principio per cui una azienda non doveva produrre e distribuire quanto il mercato poteva assorbire ed invece doveva produrre e distribuire il massimo che poteva e il mercato doveva essere forzato a comprare.

Tramite forme nuove di pubblicità, tramite l’utilizzo di canali di comunicazione innovativi, tramite la ulteriore maggiore professionalizzazione e spinta concettuale delle forme di influenza sui cittadini sempre più succubi di queste forme.

Tutto questo ha prodotto diseguaglianze sociali, all’inizio un’apparente maggiore prosperità sociale, adesso più povertà ed un mondo con valori sempre più latitanti. Il capitalismo, almeno così come è ora, è il vero nemico del futuro, della giustizia, di una umanità solidale e dovrà cambiare.

Il problema è capire da dove comincerà il cambiamento e quali uomini si assumeranno il compito di iniziare il processo.


0 risposte a “Il capitalismo non può più essere come prima”

  1. Caro Di Quattro, ho commmentato il tuo http://www.olivettiani.org/gli-anni-70-succede-tutto.html e ho visto che abbiamo in comune l’anno di uscita dall’Olivetti.

    Era il 1989, l’anno della caduta del muro che per un trentennio divise Berlino fisicamente e ideologicamente.

    Anche ora, un trentennio dopo la fine dei miei brevi ma intensi 7 anni tra Ivrea, Cupertino e Bruxelles, ci sarebbe un muro da far cadere.

    Mi riferisco al muro tra culture, eretto progressivamente, durante gli anni 80 e i primi anni 90, tra un’evoluzione dell’ICT guidata da interessi di mercato [Marketing] e quella che, dagli anni 60, era stata avviata da interessi di “acquisizione di conoscenza” [Knowledging ??].

    L’evoluzione guidata dal Marketing ha “generato” il capitalismo della sorveglianza [https://it.wikipedia.org/wiki/Il_capitalismo_della_sorveglianza].

    Il Web invece è stato “generato” dal “Knowledging”.

    Sarebbe utile a questo punto rivedere e discutere l’articolo https://www.nelfuturo.com/facebook-e-web-divergenze-parallele – con il tuo commento a quell’articolo.

    Permetterebbe di rivedere il significato [incomprensibile per il Marketing degli anni 90] di un articolo che scrissi per Computer Standards & Interfaces nel 1993 [https://doi.org/10.1016/0920-5489(93)90004-B], un anno prima della istituzione, in Italia, di una Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione [AIPA].

    Il problema è “come” rivederlo e discuterlo. La comunicazione “online” produce solo “nebbia”, vedi …. https://www.nelfuturo.com/fumo-di-futuro … infatti Blog rima con Fog :))

    Un saluto dalle Dolomiti Bellunesi, che da 30 anni alimentano la mia “speranza”

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