ELEZIONI 2022: Sono stanco di questa destra
di Giacomo Ghidelli

Cristina Stefan (from Candiac, QC – Canada) – Dilemma
E poi, alla fine, subentra la stanchezza. Così, anche se non profondamente convinto da nessun partito, voterò in modo fermamene convinto per un partito che non sia di destra.
Perché, a un certo punto, subentra una stanchezza mortale nel sentire certi argomenti, nel leggere certe frasi, nel vedere il ritorno di certi volti; e si avrebbe voglia veramente di scendere. Ma, non potendolo fare, uno si convince a fare quel poco che può fare. E quindi non voterò nessun partito della destra. Perché? Per molte ragioni che – essendo stanco – esporrò così come mi vengono alla penna, anzi alla tastiera.
- Perché sono stanco di sentire dire che abbiamo bisogno di un “Capitano”: io penso di essere un uomo e non un caporale, come avrebbe detto Totò. E mi comporto di conseguenza.
- Perché sono stanco delle persone che si affrettano a salire sul carro del vincitore. Si sa che questo è un vecchio vizio italiano, praticato in politica e in azienda. Ma è uno sport che denuncia soltanto il conformismo di chi lo pratica. E il conformismo è sempre un pericolo, perché è lì che si annida quella “zona grigia” di cui parla Levi nel suo libro “I sommersi e i salvati”: perché sono i conformisti saliti sul carro del vincitore che hanno sorretto Hitler, Mussolini, Putin e così via: il sonno della ragione, si sa, genera mostri.
- Perché sono stanco di sentir fare distinzioni tra profughi (ucraini) e migranti (in genere dall’Africa): sono tutte persone che fuggono da situazioni insostenibili. Uno non si diverte a entrare clandestinamente in Europa. Uno non si diverte a fare il clandestino. Chi lo pensa dovrebbe avere il coraggio di andare a dirlo di persona a chi ha subito torture o a chi ha visto il figlio morire di sete, invece di scrivere articoli. Che poi sia l’Europa a doversi far carico del problema lo dicono tutte le persone ragionevoli. E lo sa bene anche la Lega, che ha disertato tutti i 22 incontri in cui in Europa si discuteva sulla riforma del regolamento di Dublino. Forse perché i suoi dirigenti sapevano che risolvere a livello europeo il problema avrebbe tolto loro un formidabile strumento di propaganda, visto che “la paura della gente” genera voti.
- Perché sono stanco di vedere tornare in auge volti come quello di Tremonti, portatore di affermazioni prive di senso del tipo “con la cultura non si mangia”.
- Perché sono stanco di sentire che una donna a capo del governo è un fatto epocale, così, senza aggettivi. Perché non tutti i “fatti epocali” sono positivi: ce ne sono di positivi e di negativi. E certi fatti, anche se hanno avuto protagonista una donna, sono stati sì epocali ma terrificanti.
- Perché sono stanco di sentir parlare di una cosa senza senso come la “flat tax graduale”. Possibile che chi scrive articoli a sostegno non si renda conto che la locuzione è un ossimoro? Perché “flat tax graduale” è un ossimoro come lo è “morte immortale”. Ma si sa, con alle spalle un Tremonti che spara a zero sulla cultura, tutto è possibile.
- Perché sono stanco di sentir parlare di “riforma della Costituzione”. Chi ha provato a cambiarla ha fatto soltanto disastri. E chi ha tentato di realizzare una Bicamerale ha sortito risultati ancora peggiori. D’altra parte non c’è da stupirsi, vista la pochezza di moltissimi politici seduti in Parlamento. A suo tempo la Costituzione fu scritta da persone che non avevano il potere come unico obiettivo. Per questo io sono convinto che la Costituzione non vada cambiata, ma che vada applicata nella sua integralità, visto che ancora oggi non lo è.
- Perché sono stanco di sentir parlare di riforma del PNRR in difesa degli interessi della patria. Perché è evidente che si tratta di un giochino: discutiamo, si ferma tutto, la colpa è dell’Europa. A questo punto, ancora una volta, non c’è nulla da discutere ma ci sono cose da fare. E da fare bene, se vogliamo che quei fondi ci arrivino.
- Perché sono stanco di sentir dire che il tema dei “diritti civili” è un tema da “Paese del bengodi”. Il tema dei diritti civili è un tema da Paese civile. Perché o siamo un Paese civile o siamo un Paese incivile: tertium non datur (per i seguaci di Tremonti, “non è ammessa una terza possibilità”).
- Perché sono stanco di sentir dire che la sinistra è per “l’etica dei principi” mentre la destra è per “l’etica della responsabilità”. Chi cita Max Weber dovrebbe almeno prendersi la cura di leggerlo. Anche superficialmente, ma leggerlo. Farlo, aiuterebbe a capire che i “principi non negoziabili” non sono soltanto quelli espressi da Benedetto XVI, ma anche quelli sostenuti da tanti esponenti della destra, a partire dal celeberrimo “Dio, Patria, Famiglia”, anche se il primo termine oggi è stato un po’ dimenticato da tutti tranne che da Salvini che ama farsi riprendere con il rosario in mano.
Potrei andare avanti, ma per ora mi fermo. Sono stanco.

0 risposte a “ELEZIONI 2022: Sono stanco di questa destra”
jack, sottoscrivo ogni santa parola del tuo articolo che plaudo a gran voce! non ne possiamo più. complimenti. ti invito a leggere i miei interventi che sono sulla stessa tua linea e ti invito anche a procedere con la molletta citata nel mio articolo sopra il tuo. è un nuovo stile. un caro saluto
Egregio, commento con un post di recente pubblicato dal mio amico Gianni De Felice, noto giornalista (*)
“LOTTANO CONTRO LA SVOLTA A DESTRA
PER AGEVOLARE IL SUICIDIO DELL’ITALIA
Tutta l’Europa va a destra. La Gran Bretagna ha appena nominato una premier del partito conservatore. Dopo decenni ha votato a destra perfino la Svezia, salda roccaforte di una socialdemocrazia monarchica che era portata a modello di equilibrio sociale. L’Italia segue l’onda, stando ai sondaggi che vedono il partito di Giorgia Meloni in vetta alle intenzioni di voto. Ma contro questa realtà sono scatenati i “sinistri”, sì, proprio quelli che hanno portato l’Italia al macero e non se ne vergognano neppure.
Non possiamo lasciare il Paese in mano alla destra di Giorgia Meloni, sento dire in tivù. E sapete chi lo dice? Quelli che lo hanno invece messo nelle mani di Putin e di Gazprom! Pur di cancellare la Meloni dall’urna, la sinistra italiana sta pompando a tutta forza perfino i brandelli del pernicioso partito del “no”: no al termovalorizzatore a Roma, alle trivellazioni in Adriatico, alle centrali elettriche nucleari, no al progresso tecnologico come motore dell’economia italiana.
La peggiore genìa politica dell’arretratezza, del pauperismo, dell’assistenzialismo, viene aiutata in tv a tenere il Paese incatenato alla sua miseria, alla sua ignoranza, alla storica nullaggine delle sue regioni più inefficienti.
Col ridicolo spauracchio di un inesistente pericolo fascista, una parte di italiani sta lottando per impedire che il nostro Paese segua l’onda della svolta europea. Non ne sono sorpreso. Il destino dell’Italia è il suicidio.”
l’unico mio commento è, nel contesto dei migranti, che non si debba necessariamente leggere Max Weber (grazie comunque per il suggerimento culturale) per capire cosa intendo per “etica di responsabilità”: basta farsi un giro dalle parti di Stazione Centrale a Milano. Possibilmente di sera, ma anche di giorno è quasi lo stesso…Per quanto riguarda la svolta a destra della Svezia; mi piace ricordare come la Svezia sia stata il paradiso dell’immigrazione, soprattutto di quella irregolare. In realtà è oggi il paradiso delle “no-go zones” (anni fa ho scritto un articolo sul NF). Adesso pare che la gente sia stanca, e, senza leggere Weber, invochi l’”etica di responsabilità”.(*)nel curriculum di Gianni De Felice, ci sono il Corriere della Sera (mi pare per 20anni) e la Gazzetta dello Sport (di cui è stato condirettore), nonché i ruoli di docente di giornalismo e di consigliere dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Saluti. De Tommaso