ELEZIONI 2022: occorre rafforzare l’Europa

3–4 minuti

ELEZIONI 2022: occorre rafforzare l’Europa

di Giorgio de Varda

Cristina Stefan (from Candiac, QC – Canada) – Dilemma

Il faro è l’Europa: non nascondo che ho letto con disappunto e con tristezza alcuni articoli che sono stati pubblicati sul nostro giornale Nel futuro. Personalmente sono un cultore della razionalità e penso che uno sviluppo razionale del mondo e della nostra nazione sia quanto di meglio possa avvenire. Capisco che le elezioni in questo momento delicato hanno una grandissima importanza, ma bisogna cogliere l’obiettivo finale a cui dobbiamo tendere.

Contestare l’Europa, come è stato fatto più volte dagli autori precedenti sul tema elezioni, mi sembra non solo un fatto antistorico, antiscientifico e fuori dal mondo: lo sviluppo tumultuoso della tecnologia ha reso ovviamente il mondo più piccolo perché in poche ore si va in tutta l’Europa, come a Berlino o in Francia dove risiedo parte dell’anno. I nostri figli poi studiano spesso in Europa e vanno fuori dall’Italia e l’Europa è ancora un fatto geograficamente abbastanza limitato, ma la non-Europa è una regressione, è un tornare indietro, è l’abbandonare un sogno di un’intera generazione.

Che fa l’Italia da sola? E’ ridicolo pensare e parlare di forze oscure che spingono verso l’Europa, ostacolando alcuni partiti avversi all’Europa stessa, perché a spingere è la forza della razionalità, è la forza della popolazione, è la forza delle cose. Certo l’Europa ha fatto degli errori in passato soprattutto seguendo l’ossessione tedesca contro i debiti: tutti sanno che la parola Schuld in tedesco vuol dire debito ma anche colpa e così forse la sente il popolo. Ma i fatti che sono avvenuti successivamente alle restrizioni imposte negli anni passati per la imposizione tedesca hanno dimostrato che l’anima viva di questo continente, che si pone come leader nella qualità della vita del mondo, si è evoluta e ora necessita solo l’istituzione di una vera federazione più stretta che possa finalmente decidere le cose più importanti a maggioranza. Questo darà respiro alla nostra nazione e all’Europa, un modello unico al mondo.

Certo nessuno dei partiti maggiori può essere apertamente contro l’Europa perché perderebbe moltissimi voti, però i curriculum e i comportamenti di quasi tutti i partiti di destra ci fanno comprendere che, qualora governassero, rischieremmo non credo di uscirne ma per lo meno di fermare tutto e di lasciare le cose come sono, che è il grande sogno di molti partiti di destra (da cui escluderei Forza Italia, ora però minoritaria nella coalizione, perché il suo autorevole rappresentante, A.Tajani, è stato anche presidente del Parlamento Europeo e poi questo partito ha avuto sempre posizioni molto aperte verso l’Europa).

Ma se Giorgia Meloni vincesse le elezioni ora con tutta la stima che io ho per le donne, probabilmente cercherebbe di bloccare questo processo in quanto tribuno del nazionalismo a livello italiano ed europeo. Rischiamo così una grande regressione morale e spirituale, ma anche economica: tutti abbiamo visto che con il PNRR l’Europa non solo ci ha dato una mano ma ci ha dato del sangue mettendo addirittura molti soldi in comune per finanziare i paesi più deboli tra cui l’Italia; abbiamo visto col PNRR che l’Italia dietro la spinta di un vincolo esterno ha realizzato negli ultimi anni più di quello che era riuscita a fare in decenni: perfino la riforma della giustizia con tutte le sue criticità  è andata in porto e sarà un punto nodale anche per l’attività del paese.

Naturalmente ci sono molti partiti che sono storicamente favorevoli in maniera completa all’Europa e tra questi bisognerebbe, votare sperando che nel frattempo prenda maggiore piede lo spazio di comunicazione europeo, che attualmente non c’è, per cui sentiamo alla televisione, nei giornali eccetera solo le piccole cose di casa nostra o viste da casa nostra mentre ci manca il respiro internazionale, almeno quello europeo. Per concludere un voto di fatto antieuropeo cancellerebbe grandi speranze della gente

L’Italia ha bisogno di un vincolo esterno, ha bisogno dell’Europa e noi abbiamo bisogno di votare chi ci conduca in una Europa coesa il più velocemente possibile e non di polvere e vento.


0 risposte a “ELEZIONI 2022: occorre rafforzare l’Europa”

  1. Meno male che esistono – e si impegnano a esprimere le proprie idee – anche gli esseri razionali! Oltre a concordare e sottoscrivere tutto quello che ho letto in questo intervento, mi sforzo di credere che tutti coloro che la pensano così vadano a votare il prossimo 25 settembre.

  2. Poiché mi sono sentito chiamato in causa con il mio precedente scritto che credo abbia contribuito al «tuo disappunto ed alla tua tristezza», mi permetto di evidenziare quelle che a mio avviso rappresentano delle leggere incongruenze nelle tue considerazioni.
    Mi picco anch’io di essere «un cultore della razionalità» e di pensare «che uno sviluppo razionale del mondo e della nostra nazione sia quanto di meglio possa avvenire» ed è proprio per questo mio modo di essere che non credo sia una buona idea improntare le nostre prossime scelte al «sogno di un’intera generazione»; la mia razionalità mi impone di adottare il criterio “prima si pensi a vivere, poi ad inseguire i sogni”.
    Sul fatto che l’idea corrente di “Unione Europea” sia «un modello unico al mondo» non ci sono dubbi; mentre sul fatto che questa singolarità mondiale sia davvero foriera di grandi risultati, nei fatti sinora si sta dimostrando niente di più di una “pia illusione”.
    Non ti sorge mai il dubbio metodologico che, se come tu dici, l’Italia ha bisogno «di un vincolo esterno», è perché troppo a lungo è stata governata da una squadra che, invece di amministrare con la mente ma anche con il “cuore” un grande popolo, come è il nostro, si è limitata a scimmiottare ed emulare pedissequamente presunti grandi (sic!) “statisti” stranieri, mentre nei pensieri e nei fatti ha sempre considerato l’italiano un popolo “minorato” che deve essere posto sotto tutela?
    Al contrario io ritengo che, stante l’attuale fase evolutiva della UE, sia molto più utile un atteggiamento “euro-pragmatico” sia in Italia ma anche e soprattutto per l’Europa, così forse potremo evitare di subire ulteriori e più dolorose defezioni in stile “brexit”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *