Dibattiti aperti – Stanza 3
di Redazione
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Dibattiti aperti – Stanza 3
Discussione sul clima
C’è molta confusione sul “cambiamento climatico”, anche perché l’argomento pare mistificato dall’intervento dei media e della politica.
Per rimanere in ambito strettamente scientifico il dibattito in corso tra Catastrofisti Negazionisti e Lukewarmers (*) è incentrato sul fatto che i modelli matematici prodotti dall’IPCC considerano prevalente la forzante della CO2 sul riscaldamento climatico. Ma ciò non è provato da alcun rapporto scientifico propriamente detto.
La più vecchia testimonianza, di cui ho traccia, di scienziati contro la propaganda catastrofista è del 1992; è l’Appello di Heidelberg, ad oggi sottoscritto da oltre 4.000 scienziati fra i quali 72 Premi Nobel di 106 paesi diversi, che con pacata serenità afferma:…. Noi sottoscriviamo in pieno gli obiettivi di un’ecologia scientifica …Ma con il presente documento chiediamo che questo inventario, monitoraggio e preservazione si fondino su criteri scientifici e non su pregiudizi irrazionali”.
E questi appelli ad una ragionevolezza scientifica si sono moltiplicati: nel 1995 (rivista nel 2005) abbiamo la “Dichiarazione di Lipsia”; nel 2001 il “Manifesto della Associazione Galileo”; nel 2007 Una lettera aperta al segretario generale ONU da parte di numerosi scienziati americani che, con argomentazioni scientifiche, contestano la catastrofe.
Più di recente, a settembre 2019, 500 scienziati si sono scagliati contro la bufala dell’emergenza climatica.
Tutti documenti con migliaia di testimoni autorevoli che dichiarano come la CO2 non abbia niente a che vedere col riscaldamento climatico e con l’inquinamento.
Tutto a posto? Non dobbiamo quindi fasciarci la testa? Il giudizio universale non sta arrivando? Non dobbiamo diminuire la CO2?
No; i governi pare che non abbiano voglia di dubitare della catastrofe planetaria; e sul fatto che essa sarà causata dalla CO2.
Infatti nel Dicembre 1997, fu redatto il Protocollo di Kyoto che impegnava a ridurre entro il 2012 le emissioni di CO2. Più di recente: nel 2018 il Parlamento Europeo ha emanato un documento dal titolo “Ridurre le emissioni di gas serra: obbiettivi nazionali per il 2030”. Non voglio elencare i meeting che si sono susseguiti al riguardo, compresi quelli di Parigi; ma noto che il nostro premier due giorni fa ha annunciato che farà un “decreto legge sul clima” e che “l’obbiettivo dell’Italia è zero emissioni dannose”. Il 10 ottobre si è poi lanciato sull’ energia da moto ondoso e su combustibili a idrogeno.
Non desidero dilungarmi per lasciare spazio alla discussione; mi permetto solo di accennare alcuni temi che a me personalmente piacerebbe fossero chiariti:
- Esiste il riscaldamento climatico o è un fattore ciclico?
- Se esiste, a cosa è dovuto ?
- Se è causato da qualcosa, questa cosa è prodotta dall’uomo?
- Riscaldamento Climatico e Inquinamento. Sono temi diversi; il correlarli provoca confusione?
- E’ giusto applicare tasse per l’abbattimento della CO2, se questo gas non è colpevole del riscaldamento climatico e dell’inquinamento?
- Ma la CO2 è poi un gas da combattere? 32.000 scienziati americani, con una petizione, rigettarono il protocollo di Kyoto affermando con “il Global Warming Petition Project” che il porre dei limiti al gas serra mette in pericolo la salute e la qualità della vita sociale. Inoltre la CO2 è un gas che fornisce ossigeno.
- E’ giusto penalizzare le popolazioni, soprattutto le più povere, imponendo limiti alle emissioni, e quindi all’uso di una energia, quella fossile, che al momento appare essere la più economica?
- In che modo la mobilità elettrica può veramente combattere l’inquinamento? (solo negli USA à prevista la costruzione di un centinaio di nuove centrali per fornire energia elettrica agli autoveicoli)
- Il diesel inquina più della benzina?
- La politica, in cerca di consensi, scavalca e (s)opprime la “Buona Scienza”? Ci sono interessi economici in gioco? Esiste un “riscaldamento climatico di destra e uno di sinistra”. Leggo di Fico, Gualtieri, Conte e Gentiloni. Il primo accusa chi nega l’emergenza climatica di essere “irresponsabile”. Osservazione molto profonda: come se io dicessi che è un cretino Fico che l’afferma.
Questi sono solo alcuni dei temi che potremmo discutere in questa “stanza”; in realtà, come ho scritto, sono quelli che “a me” piacerebbe chiarire. Ovviamente, quindi, ve ne sono anche di molti altri, anche in contrasto con le opinioni che ho espresso; e che, secondo me, sarebbe bello poter discutere ed approfondire.
Suggerirei anche, di fornire link di articoli ed opinioni. Se possibile autorevoli e di carattere scientifico. Un cordiale saluto.
Achille De Tommaso
(*) LUKEWARMER; hanno una visione molto più ampia rispetto al semplice stereotipo del negazionista. Sono d’accordo sul fatto che l’anidride carbonica sia un gas che provoca effetto serra; che il mondo si stia riscaldando e che una parte di ciò dipenda dagli umani. Ma differiscono dalle opinioni catastrofistiche perché non sono convinti che esista un rischio sostanziale che il riscaldamento futuro possa essere grande o che i suoi impatti siano gravi e che siano auspicabili forti politiche di mitigazione della CO2.

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Quando sento un politico o uno pseudo-esperto qualunque, specie se occidentale, affermare per farsi bello, e ovviamente per ottenere più voti o più finanziamenti, che “l’obbiettivo è zero emissioni dannose”, mi viene spontaneo pensare che se smettesse di respirare sarebbe il primo a dare, sebbene in misura infinitesimale, un aiuto alla riduzione di emissione di anidride carbonica nell’atmosfera.
I catastrofisti sono sempre esistiti, non sono una novità. La vera novità è il rilievo politico e mediatico che a queste posizioni viene attribuito.
Il progresso scientifico ha fatto migliorare in maniera esponenziale il tenore di vita di una parte sempre maggiore della popolazione mondiale, tuttavia non ha cambiato la natura umana che è ancora quella dell’anno mille.
La mia totale ignoranza dei processi ambientali e climatici del nostro pianeta non mi consente di formarmi una personale opinione sull’influenza che su di essi ha lo stile di vita dell’umanità.
Quello di cui sono, invece, assolutamente convinto è che l’attuale movimento ambientalista ha come scopo primario quello di aumentare il potere e di ingrossare il portafoglio dei suoi fautori,dei suoi sodali e dei potentati economico-politici che lo sostengono.
Mi permetto di ripetere cose che avevo scritto su un commento ad un articolo relativo al clima e all’ecologia; cose su cui non avevo avuto riscontri.
Il tema del riscaldamento globale (strettamente legato a tutti i discorsi sull’ambiente) è frequentemente argomento di scontri, a volte anche accesi fra fazioni opposte. Sembra di essere in politica anche se la base del discorso dovrebbe essere scientifica e quindi oggettiva; ma purtroppo non è così.
Gli scienziati sono divisi e spesso dicono cose opposte e le due fazioni ovviamente accusano gli scienziati che sostengono la tesi opposta di essere incompetenti o peggio “venduti” ad una delle parti.
Insomma in una frase : “non se ne esce”.
Allora io vorrei fare un paio di riflessioni che a me sembrano logiche e che stanno, sempre secondo me, al di sopra della contesa vera e propria.
La prima è che siamo di fronte a dei cambiamenti climatici evidenti e misurabili che avvengono con una velocità tale da renderli ben avvertibili anche da una singola generazione umana (ovvero non servono i racconti del nonno per capire cosa sta peggiorando).
La seconda è la domanda controversa: perchè sta accadendo? e quanto ciò porterà a vere catastrofi?
C’è chi sostiene che si tratta di uno dei tanti cambiamenti che il pianeta ha subito e subirà, che non è così grave come viene disegnato e che l’influenza delle attività dell’uomo su di esso è trascurabile; e c’è chi invece sostiene che stiamo distruggendo il nostro habitat in modo anche rapido.
Vista la contrapposizione anche di scienziati è difficile per l’uomo comune farsi un’idea senza doversi automaticamente schierare. A me non piace dovermi schierare quando ritengo di non avere tutti gli elementi per farlo e tanto meno la competenza. Mi chiedo allora perchè non prendere una posizione prudente, al di sopra delle parti e adeguata al rischio “presunto” (anche se da uno solo due schieramenti) che stiamo correndo?
Ovvero mi spiego meglio: nell’incapacità di sapere con ragionevole certezza chi ha la giusta visione del fenomeno e visto che “potrebbe” (sempre secondo uno dei due schieramenti) esserci in gioco la sopravvivenza della nostra specie sul pianeta non sarebbe più saggio prendere per buona l’ipotesi peggiore? cioè quella catastrofista? Se dovessimo sbagliare avremmo al limite preso precauzioni che non servivano e fatto qualche sacrificio in più ma sicuramente sono tutte cose che sicuramente fanno del bene all’ambiente anche se non rallentano il riscaldamento globale e avremmo fatto “il possibile” per non essere noi i primi artefici della nostra scomparsa. Se invece ci mettiamo dalla parte di chi afferma che l’azione dell’uomo è irrilevante nel caso di errore potrebbe non esserci modo di rimediare.
Nella vita succede spesso di dover prendere decisioni difficili in situazioni simili dove è impossibile avere una valutazione esatta dei rischi delle possibili alternative. Io normalmente prendo la decisione cercando di affrontare l’ipotesi peggiore. La prudenza dovrebbe consigliare così a tutti. Inoltre come ho osservato prima la decisione di stare dal lato dei catastofisti porterebbe comunque dei benefici per l’ambiente con la sola controindicazione, forse, di dare una frenata al consumismo eccessivo di questi nostri tempi.
Purtroppo in questo mondo attuale debbo dire che funziona sempre meno così e, quasi sempre per motivi finanziari, quando non si ha una valutazione dei rischi adeguata (e purtroppo spesso anche quando la si ha e viene volontariamente occultata) si prende la decisione che massimizza i profitti (di chi è già ricco), lo sviluppo (solo di alcuni) e tutte quelle cose li.
Adesso che si presenta un cambiamento climatico eccezionale, le cui cause “forse” sono imputabili all’uomo o “forse no” quale filosofia useremo?
Un saluto a tutti
A. Corallo
Cari amici, noto che la “stanza di discussione” è partita; ma noto anche che non avete tenuto in alcun conto gli spunti che avevo suggerito. Questo era compreso nella mia introduzione, ma (se permettete, lo dico per mettere un po’ di “sale”) il risultato non mi pare soddisfacente: siete rassegnati.
Cerizza afferma che l’attuale movimento ambientalista è pilotato dai soldi, ma non approfondisce. Corallo dice di prendere una posizione “prudente”, ma, in realtà si schiera con i catastrofisti; in quanto a suo parere, poiché non sappiamo (scientificamente) che pesci pigliare, è meglio adottare misure da catastrofe. Provedel, con dichiarazioni molto ben bilanciate, afferma che c’è incertezza sul fatto che forzante climatica sia dovuta alla CO2; infatti, nonostante si stia cercando di abbassarla dal 1992, la temperatura aumenta. Afferma anche che la CO2 in aumento è dovuta agli umani.
Ebbene, secondo me, abbiamo alcuni problemi di principio. Pensiamo che, mettendoci dalla parte dei catastrofisti, ci mettiamo davvero dalla parte più sicura ? Siamo sicuri che la CO2 sia dannosa ? Siamo sicuri che cercando i governi di abbassarla (ammesso che ci riescano) non creeranno invece un danno ? Abbiamo pensato al costo della Green Economy ? Abbiamo pensato alle tasse aggiuntive che dovremo pagare e che stiamo già pagando, per realizzarla ? Abbiamo valutato gli interessi che ci sono dietro ?
LA CO2 : I dati che abbiamo dicono che stiamo vivendo un periodo interglaciale con temperature tendenzialmente in aumento. Tutto ciò però è già avvenuto innumerevoli volte nella storia del nostro pianeta, passando da glaciazioni a periodi più caldi ben prima che l’uomo e la società industriale si insediassero.
La CO2 nell’atmosfera rappresenta lo 0.03/0.04 % dei gas in essa contenuti. La CO2 è un gas serra ma il principale gas serra è il vapore acqueo che incide per almeno il 75% dell’effetto serra totale. In realtà il più grande serbatoio di CO2 non è l’atmosfera bensì l’acqua degli oceani che ricoprono più del 70% della superficie del pianeta. La CO2 si scioglie nell’acqua secondo la reazione (reversibile):
CO2 + H2O = H2CO3 (acido carbonico) e ione bicarbonato HCO3-
Questa reazione (come tutte le reazioni chimiche) è influenzata dalla temperatura. E’ evidente che un aumento di temperatura degli oceani provocato ad esempio dai cicli di attività solare o da altri fattori astronomici, porta i mari a liberare grandi quantità di CO2 (e di vapore acqueo) che andranno nell’atmosfera ad aumentare col loro effetto serra la temperatura che a sua volta farà uscire altra CO2 e altro vapore, con un meccanismo che, una volta avviato, si autoalimenta senza che l’uomo abbia nulla a che fare con tutto questo.
Riguardo allo scioglimento dei ghiacci e il conseguente innalzamento dei mari, è opportuno sottolineare che il completo scioglimento della calotta Artica non porterebbe ad alcun innalzamento del livello oceanico dato che si tratta di ghiaccio GALLEGGIANTE (provate con un cubetto di ghiaccio in un bicchiere…).
Invece per la calotta polare Antartica si tratta di ghiaccio su un continente. Se si sciogliesse l’Antartide allora si che influirebbe sul livello dei mari. Attualmente questa calotta però è stabile e nell’emisfero sud i ghiacciai della Patagonia, come il Perito Moreno, sono in espansione.
Ma perché demonizzare il diossido di carbonio come fosse un gas inquinante? La vita è basata su questa molecola. Le piante, con la fotosintesi, la assorbono come nutrimento secondo la reazione:
CO2 + H2O -> Glucosio + Ossigeno (e quindi liberano ossigeno…)
Un aumento della CO2 determina anche l’aumento della velocità con cui le piante fanno la fotosintesi compensando in parte questo effetto. Noi animali restituiamo poi la CO2 chiudendo così il ciclo del Carbonio. Senza CO2 le piante morirebbero e noi con loro.
Da quanto detto quindi sembrerebbe che la CO2 in aumento, sia in realtà l’effetto del riscaldamento e non la causa. Lo stesso vale per il vapore acqueo. E che comunque la CO2 non sia da demonizzare. Diverso discorso, ovviamente vale per i gas veramente inquinanti; quali quelli particolati. In conclusione: sarebbe opportuno che gli scienziati si diano una mossa e convalidino, o meno, innanzitutto, il fattore “CO2 forzante dell’innalzamento temperatura del globo”; per poi cercare di capire se sia possibile, ammesso e non concesso che sia una forzante, se possiamo veramente fare qualcosa. Ovviamente gli scienziati non dovrebbero essere “pilotati” nelle loro ricerche da interessi politici o economici. E su questo ho grandi dubbi.
Questo è solo uno degli argomenti sollevati fin qui che mi piacerebbe dibattere: gli altri sono relativi alle “cause antropiche” e agli interessi in gioco. Sugli “interessi” degli scienziati ho scritto in un altro articolo. Nel salutarvi cordialmente vi invito a prendere queste mie osservazioni come elementi per ravvivare la conversazione; ho parecchia stima di ciò che avete commentato fino ad ora.
come contributo alla discussione, segnalo questo mio nuovo articolo. Saluti
https://www.nelfuturo.com/Climategate-il-piu-grande-scandalo-scientifico-della-storia