Considerazioni su moneta elettronica e mobile payment.
di Mario Bergantini
08/07/2013
La rivoluzione dei telefoni cellulari , ormai circa sei miliardi nel mondo, ha contagiato i sistemi di pagamento e ha dato il via a qualcosa che cambierà profondamente il modo di pagare beni e servizi di scambiare denaro. Sarà il telefono il mezzo più naturale per pagare o trasferire denaro perché, per tutti, sarà sempre più una sorta di protesi.
La moneta elettronica, o meglio, l’equivalente digitale della moneta tradizionale è un dato di fatto. Le istituzioni finanziarie mondiali, in ordine sparso, se ne stanno occupando cercando di fissare regole e procedure che possano proteggere gli attuali operatori e, si spera, i consumatori. Tutto sembrerebbe molto normale e controllato da parte delle autorità monetarie ma non è proprio così semplice!
La globalizzazione, la crescita tumultuosa del commercio elettronico, i diversi interessi dei paesi in via di sviluppo la presenza nella rete di enormi agglomerati di persone fa si che si stiano esplorando terreni nuovi al di fuori dei regolamenti attuali o tra gli spazi di discrezionalità che esistono in essi. Un’altra potente spinta in questa direzione viene dalla crisi economica che ci attanaglia e d alla crisi di liquidità che invita ad aguzzare l’ingegno e rivolgersi anche alla tecnologia per trovare nuove forme di finanziamento, nuovi mercati e nuovi clienti.
L’esempio viene da lontano. Nel 1934, dopo la grande crisi del 1929, per rispondere a necessità simili, nacque una moneta parallela che vive ancora oggi: si chiama WIR (1) è in Svizzera (WIRBank) e associa oltre 65.000 aziende aiutandole nella gestione della liquidità e nell’autofinanziamento. Su questo schema stanno nascendo monete virtuali locali in molti paesi del mondo; in Italia ce ne sono alcune e la più nota è il SARDEX(2). Tutto avviene in perfetta regolarità all’interno di un circuito privato i cui partecipanti firmano un contratto che stabilisce le regole di scambio. In questa “community” aziende, merchant e consumatori possono comprare e vendere beni e servizi utilizzando i crediti acquisiti nelle transazioni effettuate.
Accanto a questi sistemi sono nate vere e proprie monete elettroniche operanti su mercati paralleli a quelli istituzionali, la più nota è BitCoin(3) che conta diverse centinaia di migliaia di utenti nel mondo ed è accettata da migliaia di merchant dell’ e-commerce. In questa direzione si stanno muovendo anche i colossi della rete, Google, Facebook, Amazon, Microsoft e altri, ciascuno con sfumature diverse ma con l’obiettivo di aumentare i propri giri d’affari riducendo in modo significativo il costo del denaro.
Tutti questi tentativi credo sottolineino come le attuali strutture di gestione monetaria non rispondano molto bene alle reali necessità dei consumatori, dei merchant e delle aziende. Il paradigma attuale dei pagamenti prevede una lunga catena di operatori coinvolti (banche, credit card owner, intermediari finanziari, money transfer operator, gestori e costruttori di di POS e di ATM…) ciascuno dei quali riceve la propria piccola provvigione per il servizio reso e, alla fine, il totale risulta essere un costo significativo. Nel commercio elettronico la catena si è già notevolmente accorciata, il modello vincente è molto più semplice:
Customer ——à PayPal o altri ——-à Merchant.
E questo modello si sta proponendo anche nel mondo fisico del commercio, perché ormai quasi tutti i merchant possiedono un pc o un telefono cellulare con il quale poter concludere una transazione reale con un pagamento digitale. Analogamente questo avverrà anche per il money transfer e per gli scambi di denaro fra persone (peer to peer).
Oggi la tecnologia per rendere operativo questo scenario esiste ed è consolidata. Bisognerà solo avere l’accortezza di tenere conto di alcuni elementi fondamentali rilevati anche da recenti report di Gartner Group e Accenture (5) e cioè il sistema deve possedere nell’ordine:
- Sicurezza
- Economicità
- Facilità d’uso
- Velocità
Appendice
(1) http://www.wir.ch/
(2) http://www.sardex.net/
(4) Riferimenti per i primi tre punti anche in Wikipedia.
(5) Uno studio di Accenture indica dinamiche diverse per i mobile payment in funzione del paese o meglio dell’esistenza o meno di rapporti con le banche (banked or un-banked people) indicando quindi interessi diversi per differenti funzioni.
