Come dare autorevolezza scientifica ai ricercatori: il processo di revisione tra pari (la peer review)
di Achille De Tommaso

Léon Augustin Lhermitte (Mont-Saint-Père, F, 1844 – Parigi, 1925) – Leçon sur l’aluminium
In un mio precedente scritto (“Scienza del clima e consenso”) circa il fenomeno della “condivisione” nella Scienza, mi sono soffermato a discutere con l’amico Provedel, che, commentandolo, affermava che “la Scienza non si esprime per condivisioni”; in quanto essa si esprime per dati oggettivi, e non soggettivi. Come sono (o dovrebbero essere) quelli di coloro i quali vogliano comunicare e condividere fatti, o opinioni scientifiche, o commenti.
Io invece sostenevo che, oggi, i processi di comunicazione e approvazione di dati sperimentali; o opinioni scientifiche, per poter essere considerati autorevoli, sono di norma pubblicati su riviste scientifiche; e che devono in precedenza essere sottoposti ad un processo di condivisione accurata, che coinvolge parte (e spesso gran parte) della comunità scientifica interessata.
Questo processo di condivisione viene infatti comunemente denominato PEER REVIEW; ossia REVISIONE TRA PARI.
In seguito, nel mio articolo succitato, mi sono anche soffermato a criticare questo processo di revisione; considerando come, spesso, esso possa essere manipolato per scopi non puramente scientifici.
Desidero, però, qui di seguito, illustrare sommariamente le fasi di un esempio di questo processo, per mostrare quanto complesso esso sia; e suggestivo di affidabilità. Peccato che sia gestito da esseri umani, che, come sappiamo, non sono indenni da “imperfezioni”.
Il processo si può rappresentare con questo grafico:

Che meglio definisco come segue:
- Presentazione del manoscritto originale e incarico di redazione
I manoscritti originali sono inviati elettronicamente e assegnati a un coeditore che copre le aree tematiche pertinenti della rivista scientifica.
- Revisione dell’accesso
Al coeditore viene chiesto di valutare se il manoscritto rientri nell’ambito di applicazione della rivista e se soddisfi una qualità scientifica di base. Se necessario, i coeditori possono chiedere supporto ad arbitri indipendenti di loro scelta. Possono suggerire anche correzioni tecniche (errori di battitura, chiarimento dei dati, grafici ecc.). Ulteriori richieste di revisione dei contenuti scientifici non sono consentite in questa fase del processo di revisione, ma verranno ad essere espresse nella discussione interattiva che segue.
- Correzioni tecniche
Gli autori hanno l’opportunità di eseguire correzioni tecniche, che possono essere riviste dal coeditore per verificare le correzioni richieste e prevenire ulteriori revisioni, che non sono consentite in questa fase.
- Discussione aperta (8 settimane circa). E’ il cuore del processo.
Dopo l’accettazione del manoscritto per la revisione pubblica tra pari, esso appare come documento di discussione. La fase di discussione rappresenta un’opportunità unica per tutti gli interessati, per impegnarsi in un processo riflessivo iterativo e di sviluppo dei concetti esposti. Durante questa fase, commenti interattivi vengono esposti e pubblicati da arbitri designati e da tutti i membri interessati della comunità scientifica. Tutti i partecipanti sono incoraggiati a stimolare ulteriori deliberazioni piuttosto che semplicemente a difendere la propria posizione. Questo processo di ottimizzazione viene offerto per massimizzare l’impatto dell’articolo. Normalmente, ogni documento di discussione riceve almeno due commenti di arbitri. Gli autori sono invitati a svolgere un ruolo attivo nel dibattito pubblicando i loro commenti come risposta ai commenti degli arbitri e a quelli della comunità scientifica; in maniera rapida, al fine di stimolare ulteriori discussioni da parte degli scienziati interessati.
- Risposta finale
Dopo la discussione aperta, gli autori dovrebbero pubblicare una risposta a tutti i commenti entro circa 4 settimane; nel caso in cui non lo abbiano fatto durante la discussione aperta. Il co-editore può anche pubblicare ulteriori suoi commenti o raccomandazioni. Normalmente, tuttavia, le raccomandazioni e le decisioni editoriali formali devono essere prese solo dopo che gli autori hanno avuto l’opportunità di rispondere a tutti i commenti; se ne hanno bisogno, possono richiedere una consulenza editoriale prima di rispondere.
- Presentazione del manoscritto rivisto
La presentazione di un manoscritto rivisto è prevista solo se gli autori hanno affrontato in modo soddisfacente tutti i commenti e se il manoscritto rivisto soddisfa gli standard di qualità della rivista. In caso di dubbio, gli autori devono consultare il coeditore (se ad esempio nutrono dubbi circa la presentazione del manoscritto revisionato).
- Completamento della revisione tra pari
Dopo la revisione tra pari e la discussione pubblica interattiva, l’editore può ancora accettare o rifiutare la pubblicazione del manoscritto revisionato; allo scopo può di nuovo consultare gli arbitri: come durante il completamento del processo di revisione tra pari. Se necessario, possono essere richieste ulteriori revisioni fino al raggiungimento di una decisione finale in merito all’accettazione, o al rifiuto.
- Pubblicazione del documento finale rivisto
In caso di accettazione, il documento finale viene pubblicato in maniera cartacea e/o sul sito web della rivista. Assieme al manoscritto vengono inoltre pubblicati tutti i rapporti e commenti degli arbitri e dei coeditori, le risposte degli autori, nonché le diverse versioni manoscritte del completamento della revisione tra pari. Tutte le pubblicazioni (documento di discussione, commenti interattivi, documento finale rivisto) sono archiviate in modo permanente e rimangono accessibili al pubblico via Internet; e anche i documenti finali revisionati sono disponibili come copie stampate oppure elettroniche.
È incoraggiata poi la presentazione di commenti e risposte che continuino la discussione dell’articolo oltre i limiti della discussione interattiva che ha portato alla pubblicazione. Tali commenti sono essi stessi sottoposti a peer review e pubblicazione, con lo stesso processo sopra descritto: dopo la pubblicazione delì’articolo, possono anche essere essi stessi pubblicati se sufficientemente sostanziali.
Se un manoscritto non è accettato per la pubblicazione, gli autori hanno poi diverse opzioni per ricorrere contro la decisione.
E’ da notarsi che, assieme al testo dell’autore, in genere, vengono anche pubblicati i commenti di autori, arbitri, coeditore e comunità scientifica.
Tutti i commenti sono citabili, impaginati e archiviati.
Ecco, vi ho mostrato un esempio di panoramica su come la comunità scientifica attribuisce di norma autorevolezza agli scienziati. E sulla base di questa autorevolezza, si concedono finanziamenti, cattedre, posizioni di vertice in aziende pubbliche, ecc.

0 risposte a “Come dare autorevolezza scientifica ai ricercatori: il processo di revisione tra pari (la peer review)”
Il tuo articolo descrive in modo appropriato e dettagliato il processo che hai correttamente chiamato “peer review” (“revisione tra pari”può essere una buona traduzione?). La peer review NON è a mio avviso la validazione di una teoria scientifica ma piuttosto la valutazione di un gruppo di esperti alla pari, cioè in grado di leggere il documento a loro sottoposto per dire se è visibilmente errato (perchè ad esempio contraddice esperimenti fatti, o perchè correla variabili strampalate, o per qualsiasi altro motivo “razionale”) o visibilmente corretto, come ipotesi, perchè senza risultati sperimentali, l’articolo è solo una “mappatura” (di un fenomeno, ad esempio).
Questo processo è oggi sottoposto a critiche perchè è “privato” cioè organizzato da pochi grandi gruppi editoriali che pongono poi vincoli alla diffusione, e ha scopi che sono ben descritti nelle parole che chiudono il tuo articolo e che qui riporto per farmi capire: “Ecco, vi ho mostrato un esempio di panoramica su come la comunità scientifica attribuisce di norma autorevolezza agli scienziati. E sulla base di questa autorevolezza, si concedono finanziamenti, cattedre, posizioni di vertice in aziende pubbliche, ecc.”. Hai usato il termine “autorevolezza”
Conclusione: non ci sono contraddizioni, a mio avviso, su quanto tu affermavi sul “peer review” (condivisione, reputazione, ecc.) e su quanto affermavo io sulla validità scientifica: volevo solo affermare che una teoria scientifica si può iscrivere nell’archivio delle “mappature scientifiche” solo se c’è una sperimentazione che la convalida ed uscire da questo archivio di mappature solo se c’è una sperimentazione che la “falsifica” cioè che dimostra che, in almeno un caso, la teoria non funziona, cioè che il risultato della sperimentazione porta da un “valore” diverso da quello della teoria stessa: è questo il principio della “falsificazione” che Karl Popper ha enunciato e sul quale, mi sembra, c’è stata l’accoglienza totale degli scienziati.
Una volta che abbiamo condiviso il concetto di “mappatura” della realtà e il concetto/buona pratica di sperimentazione, la differenza interpretativa, tra di noi, potrebbe cessare. Sono pronto a riformulare quanto ho scritto sopra perchè la mia conoscenza, assolutamente fallibile, fa perno su alcune “comprensioni” della scienza, del pensiero umano, dell’universo che sono in continua evoluzione (non tanto da parte mia, ma da parte di coloro, tantissimi, che hanno formulato mappe utili).
Ti faccio ora un’affermazione in cui credo profondamente e che rivela la mia debolezza e povertà umana di conoscenze: la realtà del mondo fisico ed energetico è ancora inafferrabile e gli umani possono solo costruire “mappe” che la descrivano, la prevedano, la calcolino, senza peraltro possedere una visione completa. E’ la condizione umana, oggi: mappe sì, comprensione totale NO.