Chi ha capito i 5 stelle?
di Gianni Di Quattro

Lisa Falzon (Maluseena) (Malta, 1983/Berlin) – Reach for the stars
Ogni tanto osservando gli avversari politici di questo movimento che sta riscuotendo tanto successo e che oggi rappresenta, almeno secondo gli ultimi sondaggi, il primo partito del paese, si capisce che questi non lo hanno minimamente capito e che non hanno capito cosa sta succedendo. Naturalmente Renzi compreso, che forse è il loro avversario più accanito ed infatti la prova è costituita dal fatto che si accaniscono in particolare contro di lui.
Ma non hanno capito il fenomeno molti osservatori anche professionisti come per esempio giornalisti, analisti politici e consulenti.
Intanto il movimento non può risentire delle accuse di essere antidemocratico perché il suo obiettivo è di distruggere questa democrazia rappresentativa e che è vista come una forma di corruzione e di inquinamento morale, una opera del diavolo insomma. Ed invece continuano ad accusarlo senza capire che lo rafforzano perché è proprio quello che vuole.
Il movimento propone una democrazia diretta che in sostanza non esiste e che è basata su alcuni principi: si vota via telematica e solo un provider ufficiale ed autorizzato stabilisce in modo inappellabile chi vince e chi perde e se chi vince ha i requisiti per ricoprire l’incarico secondo i principi morali del movimento, non importa quanti votano perché quelli che votano rappresentano tutti nel senso che chi non vota non può richiamare fantomatici diritti o sostenere la pochezza della rappresentatività (infatti questa democrazia non è rappresentativa), chi non rispetta le regole viene espulso e perde ogni diritto e quindi si sta dentro il movimento solo rispettando le regole e i comportamenti definiti da chi lo dirige e lo rappresenta, non esiste un programma per il paese perché questo può essere fatto solo dopo avere eliminato le storture organizzative e soprattutto morali del regime attuale e che rappresenta il vero principale obiettivo del movimento, coloro che sono chiamati a ricoprire per conto dei cittadini incarichi pubblici devono essere persone qualunque e non importa se hanno o meno esperienze in merito a quello che sono chiamati a fare perché poi si possono avvalere di esperti e la cosa importante è la loro ubbidienza ai principi e alle persone del movimento.
In sostanza un movimento politico che di politico ha poco, che si richiama a fantomatici principi solo per la forma e che soprattutto somiglia e ricopia un movimento di tipo religioso dove i seguaci sono tutti uguali e ubbidiscono a coloro che lo dirigono e che hanno la grazia.
La grazia perché hanno visto per primi la soluzione, perché lavorano per l’obiettivo, perché lo interpretano e perché lo correggono, insomma costituiscono la vera e unica corte costituzionale del movimento e nel futuro della società quando il movimento conquisterà il potere in nome e per conto del popolo.
Gli avversari non capiscono perché lo combattono come un partito, lo accusano di cose che il movimento vuole distruggere come ad esempio la democrazia, non riescono a capire che il popolo, dopo anni di un regime che non ha mai capito, non ha aspirazioni di libertà e di altri principi teorici, ma ha bisogno di guida e di pane, di immagini e di speranze, di moralità vera o apparente, ha bisogno in poche parole di credere senza discutere, di distruggere il passato.
Nella storia dei popoli periodicamente ricorrono momenti come quello che nel nostro paese vede questo movimento 5 stelle (anche il nome è scelto per indicare la qualità della rappresentanza e non la sua quantità) impegnato in questa lotta di distruzione del passato e invoca di ricominciare ripartendo da altri principi e con l’ausilio di mezzi tecnologici che consentono di superare tutti i riti che hanno caratterizzato il secolo passato.
Una forma di battesimo che può consentire a tutti di riprendere la strada della speranza nella fiducia in chi dirige, senza far caso a ciò che è vero o può essere vero o è manifestamente falso perché queste sono convenzioni. Un grande fenomeno popolare destinato a crescere che si può contrastare certamente ma non con metodi impropri e con argomenti del passato, lo si può fare solo mettendosi sullo stesso piano con un’altra visione e con un’altra forma di religiosità e di credenza. Lo si può fare con uno scisma, appellandosi a eresie che si vuole non siano più eresie come ad esempio il lavoro e il merito delle persone, la trasparenza del pensiero, la autonomia di tutti in cambio della sottomissione, la possibilità di criticare e suggerire e non solo di ubbidire. Ci vuole un altro Lutero e chissà se Renzi o chi per lui lo può capire.

0 risposte a “Chi ha capito i 5 stelle?”
Gli attuali Partiti hanno sicuramente grandi responsabilità. Sicuri però che siano tanto diversi da quelli degli altri Paesi? Secondo me sono anni che si fa dell’antipolitica al di la dei demeriti. Prima è servito per abbattere Craxi, poi Berlusconi, adesso Renzi. Mi chiedo a che pro fidarsi di una banda di pressapochisti e un comico a cui hanno montato la testa? E come mai i media hanno due pesi e due misure? Tentiamo di rispondere.