Apple vs. US:  è giusto decriptare o no?

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Apple vs. US:  è giusto decriptare o no?

di Giacomo Cirio

I fatti :

Due terroristi lo scorso dicembre assaltano un centro di Assistenza a San Bernardino ( US)  uccidendo 14 persone. La Fbi trova e consegna l’iPhone 5 di uno dei due killer alla Apple, chiedendo di intervenire nel decriptare i dati contenuti; azione che necessita di uno sviluppo Sw ad hoc.

Apple: “We believe security shouldn’t come at the expense of individual privacy.”

“Sbloccare l’iPhone di uno degli autori della strage di San Bernardino sarebbe “un male per l’America” e stabilirebbe un precedente legale che potrebbe ledere molti americani.“

Lo ha detto il Ceo di Apple Tim Cook durante un’intervista ad Abc News, la prima rilasciata dopo l’ordine ricevuto dal tribunale. “Alcune cose sono difficili, e alcune cose sono giuste, e alcune cose sono entrambe – questa è una di quelle cose”, ha detto Cook. Per l’ad di Apple la richiesta di sblocco del governo è “l’equivalente software del cancro”, e la compagnia è perciò pronta ad andare “fino in fondo”, arrivando fino alla Corte Suprema se fosse necessario. «Saremo pronti a portare avanti fino alla fine questa questione», ha poi aggiunto spiegando quindi che Apple continuerà i ricorsi contro l’ordine del giudice federale della California fino all’ultima istanza, appunto la Corte Suprema degli Stati Uniti.

Le testate giornalistiche d’oltreoceano, ovviamente, hanno raggiunto i principali big del settore per conoscerne l’opinione. Fra i tanti, sia Huawei che Bill Gates hanno sostenuto che, di fronte ad avvenimenti del genere, il diritto alla privacy dovrebbe venir meno. In particolare, il fondatore di Microsoft ha sostenuto che Apple dovrebbe creare la backdoor solo per permettere le indagini sull’attentato di San Bernardino, senza che questo possa costituire un precedente per casi meno importanti. Huawei, dal canto suo, ha sostenuto che ogni produttore dovrebbe mettersi a disposizione dell’Autorità giudiziaria, qualora questa ne faccia richiesta.  Invece, il fondatore di Telegram, Pavel Durov, si è schierato dalla parte di Apple, sostenendo che se ben 100 milioni di persone hanno scelto il suo client in luogo di quelli alternativi è proprio perché tutela il diritto alla privacy.

La questione, quindi, si fa sempre più intricata, tanto da dividere l’opinione pubblica americana: persino i parenti delle vittime dell’attentato si sono divise sul punto. Ad esempio, la madre di uno dei ragazzi morti in seguito all’attentato si è schierata a favore di Apple, sostenendo che il diritto alla privacy contribuisce “a rendere grande l’America”, mentre alcuni sopravvissuti sostengono esattamente il contrario.

Il caso rappresenta l’ultimo episodio in una disputa che dura da molto tempo tra le aziende tecnologiche e le forze dell’ordine nella decrittazione dei messaggi cifrati. I funzionari del governo hanno avvertito che l’uso esteso di crittografia ostacola la sicurezza nazionale e le indagini penali. Esperti di tecnologia e sostenitori della privacy contestano tale posizione del governo, sostenendo che l’indebolimento della crittografia al fine di contrastare le attività criminali avrebbe come effetto solo quello di rendere i dati privati più vulnerabili agli attacchi degli hacker, minare la sicurezza di Internet e dare un vantaggio competitivo alle imprese di altri paesi. 

Ma in questo caso……così cruento  o in casi simili, leggere le modalità con le quali si è attuato l’attentato……, deve proprio prevalere la Privacy? Personalmente pur arrivando dal mondo Internet dove ne ho sempre difeso la piena libertà , bene su questo caso…..ho difficoltà a schierarmi con chi difende la Privacy.


2 risposte a “Apple vs. US:  è giusto decriptare o no?”

  1. “Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza“ (Benjamin Franklin)

    E’ un caso in cui dobbiamo porre a confronto diritti non negoziabili e sicurezza. Potremmo anche fare un altro parallelo: dovremmo tutti dare le nostre impronte digitali allo Stato? Oggi solo gli USA, credo, pretendono le impronte digitali del turista che entra negli USA.

    Una volta che lo Stato abbia la regola, il software, l’utensile per entrare in un telefonino e decriptare allora NESSUNO sarà più padrone dei propri dati; ciò succede ovviamente per l’impronta digitale. Sono dalla parte di APPLE.

    Dati privati e dati pubblici: spesso facciamo questa distinzione. La vogliamo abolire? Nel Medio Evo, ai tempo dell’inquisizione, come ben sappiamo questa distinzione fu abolita dalla Chiesa.
    Non voglio tornare al Medio EVO.

  2. La discrezionalità, da parte della Magistratura e delle Forze dell’Ordine di avere accesso ai nostri dati (e non solo dati) personali è una realtà già da tempo.
    Provate infatti a rifiutarvi di fornire la vostra PW dei computer (ad esempio) alla Guardia di Finanza durante una indagine fiscale, e vedete cosa succede.
    Lo stesso vale per le intercettazioni di conversazioni telefoniche.
    Il principio legislativo, infatti, è che, per ragionevoli motivazioni INVESTIGATIVE , queste istituzioni sono autorizzate a violare la privacy del cittadino (tutta la privacy; anche mettervi sottosopra la casa) e il cittadino è obbligato a dare accesso anche al proprio sistema informatico. Se il cittadino si rifiuta, viene denunciato e le istituzioni sono autorizzate ad ottenere l’accesso, comunque, con altri metodi. Chiunque fosse in grado di avere accesso e si rifiutasse di permetterlo, viene denunciato. Se non vi piace, la legge si può cambiare; ma al momento è così,
    Sottolineo che ho parlato di INDAGINI INVESTIGATIVE, DOVE IL CRIMINE DEVE ESSERE ANCORA PROVATO. Va da sè che, che, nel caso di crimini provati (12 omicidi a San Bernardino) ci sono motivazioni più che sufficienti per la “violazione della privacy”.
    Aggiungo che una persona che non ha nulla da nascondere, non dovrebbe avere problemi a che la propria privacy venga violata; in cambio di maggiore sicurezza.
    La posizione di Apple, infatti, potrà essere discutibile finchè si vuole, ma genera una certezza : SE APPLE VINCE CONTRO FBI, SARA’ IN POSSESSO DEL SISTEMA PIU’ APPETITO DALLA CRIMINALITA’.

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