Emozioni future.
Di Giampiero Bianchi
18/12/2013
Nei misteriosi canali di comunicazione tra scienza e spiritualità è difficile districarsi nei territori piuttosto vaghi della New Age; siamo andati avanti così rapidamente in questi ultimi anni che ora dobbiamo fermarci un attimo per consentire al nostro spirito di raggiungerci.
Sì, la vita si è fatta più frenetica, la tecnica sempre più sofisticata, la corsa alla musica dalle tonalità inespresse sempre più nascoste.
Il sentimento che nutre lo spirito che ha bisogno di quiete, di serenità e di distacco è quasi scomparso. Si corre a immergersi nel frastuono dei serialismi atonali e nei ritmi sempre più assordanti senza darsi pena dell’assenza di qualche emozione.
È questo un ritratto del nostro tempo così fisicamente pesante con nessun desiderio di ritornare nell’intimo di se stessi.
La lettura del libro che ho scritto, nella sua stesura tipicamente manualistica può far crescere un sottile scoraggiamento.
L’orizzonte tecnologico di svelare la musica nelle immagini è spesso oscuro e indecifrabile.
Eppure il risultato potrà ancora interessare il lettore per l’assortimento di teorie e di idee, creandogli forse una certa confusione nel trattare e “manipolare” immagini così diverse per inseguire tracce segrete, dove, però, possono annidarsi e respirare sottili schemi musicali.
Ebbene, nel corso di questi tentativi, abbiamo ritenuto utile adottare molti esempi che è possibile utilizzare anche in un laboratorio di neuroscienze o nelle scuole come guida all’apprendimento guidato della musica.
Abbiamo detto prima che siamo andati così avanti nella corsa frenetica dei tecnicismi da aver smarrito per strada il senso più intimo della nostra esistenza.
Ma se analizziamo il cammino dell’uomo nel mondo, secondo la storia del pensiero e dell’intuizione razionale, ci accorgiamo – con molto ottimismo – che nel futuro lo spirito apparirà sempre più veloce della civiltà moderna.

